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Uno studio dimostra, gli uomini fedeli sono anche i più intelligenti

Lo studio sugli uomini fedeli.

Gli uomini che tradiscono le loro mogli o fidanzate tendono ad avere un coefficiente intellettuale (QI) inferiore. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Social Psychology Quarterly.

Secondo lo psicologo evoluzionista della London School of Economics, Satoshi Kanazawa, infatti, “è più probabile che gli uomini intelligenti apprezzino l’esclusività sessuale”. Lo studio non si è concentrato solo sulla fedeltà, ma ha trattato argomenti relativi al QI e come è collegato da concetti e atteggiamenti quotidiani, come la religione, le relazioni o le idee politiche.

Lo specialista afferma che gli uomini che si identificano come liberali, atei e fedeli hanno un QI più alto di quelli che si definiscono credenti e infedeli, cioè le persone intelligenti hanno meno probabilità di credere in Dio o hanno punti di vista conservatori. Il comportamento fedele degli uomini sarebbe, quindi, un segno dell’evoluzione della specie.

La sua teoria si basa sul concetto che nel corso della storia dell’evoluzione gli esseri umani sono sempre stati “relativamente poligami” e che questo costume sta cambiando. Per Kanazawa, assumere una relazione monogama è una “novità evolutiva”, al contrario dell’uomo primitivo, che era incline alla promiscuità. 

Secondo questo ragionamento le persone più intelligenti tendono ad adottare le pratiche più nuove e pertanto sarebbero “più evolute”. E le persone più intelligenti sarebbero più aperte a nuove idee e i dogmi sarebbero più messi in discussione. Questi risultati non si applicano alle donne poiché sono sempre state relativamente monogame e quindi questo non implica un’evoluzione.

Gli studi assicurano, inoltre, che le persone insicure e ansiose abbiano maggiori probabilità di essere infedeli. Così come individui che danno meno importanza alle loro espressioni emotive. Cioè, le persone che sono più fredde tenderanno a rimanere più distanti, quindi le loro relazioni saranno meno profonde. Michelle Rusell, psicologa della Florida State University, ha stabilito che le relazioni in cui uno o entrambi i partner mostrano segni di “attaccamento ansioso”, cioè paura dell’abbandono, hanno maggiori probabilità di registrare le infedeltà. 

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