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Coronavirus, ci sono anche punizioni medievali per chi esce da casa

Non avendo soldi, vengono legati alla trave.

L’Italia è stato il primo Paese completamente democratico dove si è sviluppata in maniera pesante l’epidemia da coronavirus. Non è stato facile per il Governo gestire le restrizioni alle libertà individuali, necessarie invece per il verificarsi del calo epidemico a cui stiamo assistendo in questi giorni.

La Cina aveva deciso, senza troppi ragionamenti, un lockdown totale con restruzioni ben più dure delle nostre e le pene per chi violava le regole sono state pesanti.

In questi giorni hanno fatto discutere le severe punizioni verificatesi a Tuchin, un comune colombiano a nord del dipartimento di Cordova. Qui la popolazione è indigena e discende dell’etnia Zenú. Questi non dispongono di molti soldi, per cui non possono essere multati.

Per sanzionarli, dunque, le autorità locali si rifanno ad un’antica tradizione locale, affincando i trasgressori e “incastrando” uno dei loro piedi all’interno di una trave di legno. Questa punizione può tenerli fermi per 20 o più minuti e durante questo periodo vengono redarguiti.

Anche in altre parti del mondo non democratiche si sta assistendo ad un sempre maggiore abuso di potere da parte delle autorità locali nei confronti dei trasgressori del lockdown.

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